Impossible I-1, l’erede della Polaroid?

Finalmente è ufficiale, è arrivata in Italia la Impossible I-1, la nuova fotocamera analogica, presunta erede dell’indimenticabile Polaroid, realizzata da IMPOSSIBLE.
L’azienda che ha rilevato le ultime fabbriche Polaroid prima della chiusura definitiva dello storico brand. A detta della stessa azienda produttrice, la “prima fotocamera di quest’ultimo decennio ad utilizzare il formato Polaroid originale”.

Da pochissimo è infatti possibile acquistare sul sito ufficiale dell’azienda, impossible-project.com la nuovissima e originale fotocamera analogica a sviluppo istantaneo per il formato Polaroid, “Impossible I-1.
Inutile star qui a raccontarvi il giro della notizia sul web, soprattutto tra i nostalgici/puristi della fotografia analogica e chi trova troppo “fredde” le tecnologie moderne.

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Il design è un inno alla semplicità e molti lo associano a un telefono di inizio ‘900, con un corpo macchina composto da pochissimi pulsanti e nessuna ghiera per la regolazione dei parametri. A detta nostra una mossa azzeccatissima per l’azienda statunitense che ha cercato di mantenere quel fascino vintage proprio delle vecchie macchine Polaroid.
Non mancano però delle innovazioni che rendono ancora più interessante la nuova macchina, infatti sarà possibile installare una app sul proprio smartphone, cui connettersi tramite modulo Bluetooth e attraverso la quale regolare l’apertura del diaframma, il tempo di posa, il controllo da remoto dello scatto, funzione doppia esposizione etc.

Un aspetto da non sottovalutare è il flash composto da otto LED disposti a cerchio, affiancati da altri 4 LED di diffusione, che servono a riempire l’ambiente circostante per un risultato più realistico, così da emettere la luce ottimale in base all’ambiente in cui ci si trova e alla distanza del soggetto.
Per completare il tutto la Impossible I-1 è stata equipaggiata di un misuratore di luce e portata e due emettitori a infrarossi. Il primo serve per leggere la quantità di luce presente nell’ambiente, consentendo alla fotocamera di mettere a fuoco e scegliere il tempo di esposizione e di apertura. Il secondo invece emette luce permettendo alla fotocamera di valutare la distanza e il fuoco.
Non sono rimaste esenti da ritocchi neanche le pellicole, che con i miglioramenti apportati alla formula di sviluppo, ne hanno quasi dimezzato i tempi rispetto alle emulsioni precedenti. Da oggi basteranno meno di due minuti affinché un’immagine inizi a delinearsi e circa 25 per lo sviluppo completo. . Inoltre, il tono blu meno intenso permette di vedere un’accurata anteprima dell’immagine mentre si sviluppa.

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Pubblicato il: 15 luglio 2016

Categorie: Fotografia, In Evidenza

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